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Marketing non convenzionale

By Luglio 26, 2022Agosto 26th, 2022Email Marketing, Social media, Strategy
Marketing non convenzionale

Marketing non convenzionale: cosa è ed esempi di successo.

Con marketing non convenzionale si fa riferimento a tutte quelle strategie che esulano dai classici strumenti di promozione, progettate per attirare l’attenzione dei clienti in modo non tradizionale.

Innovazione e creatività sono i pilastri di queste strategie, non sempre semplici da usare.

Inoltre, sotto questa definizione ricadono anche alcune strategie di nicchia, sia per i canali utilizzati che per il pubblico a cui si rivolgono.

Anche se queste tattiche nascono per il B2C, alcune sono anche utilizzabili per far colpo in un mercato B2B!

Di cosa parliamo quando parliamo di marketing non convenzionale.

Esistono molti tipi di marketing non tradizionale, per esempio:

Guerilla Advertising, il marketing non convenzionale più famoso.

 Si tratta di una strategia pubblicitaria che si concentra esclusivamente su strategie di marketing a basso costo e non tradizionali che offrono i massimi risultati.

Nasce negli anni ’80, quando Jay Conrad Levinson ideò il concetto per permettere alle aziende di ottenere grandi risultati senza per forza dover adattarsi al tradizionale pacchetto di carta stampata, radio e televisione – dal budget spesso restrittivo.

Tempo, energia e immaginazione sono i fattori necessari, e questo strumento è oggi utilizzato non solo da piccole realtà con budget ridotti, ma anche da multinazionali.

La promozione di “The Blair Witch Project”, film horror a basso budget realizzato da studenti di direzione cinematografica nel 1999, è spesso considerato il primo vero e proprio esempio di guerrilla marketing. Per la prima volta, un film sfruttò con successo Internet come strumento di marketing per raggiungere un vasto pubblico, utilizzando una serie di strategie e tattiche innovative per stimolare la domanda del pubblico.

Inoltre, questa strategia è utile anche per riparare a una crisi d’immagine. Per esempio, McDonald’s l’ha adottata più volte.

Alcune aziende sono riuscite a usare tattiche di guerrilla marketing anche in mercati B2B.

Per esempio, Salesforce, una compagnia che si occupa di CRM per il B2B, ha ideato una falsa  protesta durante la Siebel User Conference in San Francisco, con persone che protestavano contro il software e finti giornalisti a coprire la “notizia”. Inoltre, ha aiutato i partecipanti –potenziali clienti – a superare la manifestazione e ad arrivare all’evento, offrendo corse in taxi gratuite… in veicoli con interni progettati per promuovere l’azienda!

Tra le strategie di marketing non convenzionale assimilabili alla guerrilla troviamo anche lo Street Advertising.

Il concetto è similare: utilizzare metodi di marketing e spazi pubblicitari non tradizionali per ottenere la massima attenzione per una campagna pubblicitaria.

Quello che cambia è la location: il guerriglia marketing può essere fatto online, mentre questa si limita alla strade e ad altri luoghi pubblici.

Un buon esempio è la promozione in Sydney del film di terrore “IT”, adattamento cinematografico del celebre romanzo di Stephen King.

Per la città furono distribuiti alcuni palloncini rossi legati alle griglie dei tombini per il drenaggio dell’acqua, accompagnati da una nota che diceva: “It is closer than you think”, ovvero “È più vicino di quanto pensi“, l’hashtag della campagna e la data di uscita nelle sale.

Questa azione di street marketing, realizzata con un budget minimo, fu un successo, ed è facilmente replicabile anche per i mercati B2B. Aziende come Budweiser e Twilio si sono fatte notare ponendo cartelloni pubblicitari e veicoli con messaggi customizzati davanti alle sedi della concorrenza o in luoghi frequentati dal loro target di riferimento, per esempio.

Stund Advertising, ovvero le “fake news” in chiave promozionale.

In inglese, il verbo “to stun” significa “stordire”.

Infatti, questa strategia di marketing non convenzionale si basa sulla diffusione di notizie palesemente false o umoristiche al fine di ottenere  la copertura dei media e l’attenzione del pubblico.

Uno degli esempi più famosi risale al 1996, quando la catena di fast food Taco Bell diffuse un comunicato stampa ai principali organi di informazione, dal New York Times a USA Today, affermando di aver comprato la Liberty Bell e di averla rinominata Taco Liberty Bell. La Liberty Bell è il simbolo più comunemente associato alla Rivoluzione americana, perché il 4 luglio del 1776 servì per radunare i cittadini di Filadelfia per la lettura della Dichiarazione di Indipendenza.

La reazione fu di sdegno, e in un primo momento costò all’azienda fino a $ 300.000. Però, da questa azione ottenne circa 25 milioni di dollari di pubblicità gratuita, aiutando Taco Bell a trasformarsi in quello che è oggi: una realtà con più di 7.000 ristoranti in tutto il mondo.

Le tattiche di Stund Advertising possono funzionare anche nel B2B, se pensate per catturare l’attenzione e generare una reazione.

Per esempio, possono essere utili per educare sui vantaggi/rischi di determinate pratiche, ovviamente tenendo bene in mente i possibili rischi connessi. Infatti, non solo la maggior parte dei consumatori sono più propensi a ricordarsi un ad divertente (53%, secondo una ricerca di Clutch), ma lo sono anche i buyer nel B2B, come enfatizzato da Pointed!

Stealth Advertising, il marketing non convenzionale che non si fa notare.

Anche noto come undercover marketing, questo genere di marketing non convenzionale si basa sulla pubblicità di prodotti o servizi senza che i destinatari se ne accorgano.

Il più delle volte mira a stimolare la brand awareness, l’interesse e l’eccitazione intorno a un prodotto o servizio.

Il format più comune è quello del product placement, che mira a presentare un prodotto o servizio in un film, programma televisivo o in un’altra forma di mass media, sempre al di fuori del contesto pubblicitario. Alcuni esempi famosi sono gli occhiali da sole Ray-Ban in film come Top Gun, Audi in Iron Man e FedEx in Cast Away!

Le vendite degli occhiali da sole Ray-Ban modello Aviator aumentarono del 33% nei sette mesi successivi al lancio di Top Gun. Audi sperimentò un fenomeno simile dopo l’uscita nelle sale di Iron Man 1 e Iron Man 2.

Però, non si tratta del solo modo di fare stealth marketing. Spesso, questo tipo di marketing non convenzionale può unirsi al precedente (guerrilla), permettendo un’esperienza di promozione più organica, faccia a faccia.

Un caso molto famoso è quello di Sony Ericsson, che contrattò nel 2002 decine di attori in alcune grandi città per interagire con possibili consumatori fingendosi turisti o coppie. La loro missione?  Chiedere agli sconosciuti per strada un aiuto per scattarsi una foto!

Questo permise alla marca di far provare l’ultimo modello di telefono con fotocamera, di raccontare le sue funzionalità e di insegnare come usarlo.

Insomma, Sony Ericsson simulò un trial e un’azione di passa-parola organica, trasformando lo smartphone T68i in uno dei più venduti dell’anno in diversi paesi.

Esistono molte forme di stealth marketing, spesso eticamente criticabili.

Niche marketing, quando il canale fa la differenza.

Tra i vari tipi di marketing non convenzionale molti esperti fanno rientrare anche il niche marketing. Il niche, ovvero la nicchia, è sempre stato un concetto basico tra i marketer, e in questo caso il termine fa riferimento alle piattaforme non tradizionali.

Se la maggior parte dei brand scelgono di utilizzare canali come Google, LinkedIn per aziende, Instagram e Facebook, esistono molte alternative.

Per esempio, tra i canali da considerare esiste Pinterest. Questo sito, una via di mezzo tra un catalogo di foto e un social, vanta circa 478 milioni di utenti attivi ogni mese, dei quali il 60% è donna e interessato a temi come home design, ricette, moda,  salute e fitness, viaggi e organizzazione d’eventi.

Inoltre, nonostante il 77% degli utenti settimanali del canale dichiara di aver scoperto nuovi brand usandolo e le funzionalità business del canale, meno del 30% dei marketer lo sfruttano per i loro clienti.

Il marchio di tappeti low cost Ruggable, per esempio, collega i pin alla pagina di check-out, rendendo molto semplice per i potenziali clienti vedere un tappeto, immaginarlo nella propria casa e comprarlo, con un semplice movimento.

Tra gli altri canali da non sottovalutare, ma ancora considerati parte del marketing non convenzionale, troviamo:

  1. Apple Search, utile per promuovere la propria app e basato su un sistema di bid su keywords, e Microsoft Ads, un canale spesso consigliato per annunci rivolti a professionisti di classe medio-alta, uomini e appartenenti alla fascia demografica di 35-65 anni.
  2. TikTok e Snapchat, due social media ancora non completamente saturati di pubblicità e in crescita (soprattutto TT, anche se Snapchat rimane molto popolare tra la Gen Z)

Ovviamente, per poter operare con buoni risultati in questi canali di marketing non convenzionale sono necessarie profonde competenze ed esperienza.

Si tratta di uno dei modi di fare marketing non convenzionale che più si presta ai mercati B2B. Per esempio, esistono canali social dedicati a determinate community, anche lavorative. Stack Overflow per il personale che si occupa di IT,  Houzz per architetti e interior designer…

Marketing non tradizionale: conclusioni.

I canali e le strategie di marketing non tradizionale o non convenzionale sono tantissimi e continuano ad aumentare. Anche se sono comunemente usati nel B2C, con un attento studio del target e della strategia tutte queste tattiche possono essere applicate anche ai mercati B2B.

Dalle soluzioni creative per ottenere un impatto enorme con un budget limitato fino ai nuovi canali di comunicazione, l’utilizzo di tali strategie richiede tempo, creatività, coraggio, competenze e tanta, tanta esperienza.

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