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Il linguaggio inclusivo in azienda: perchè è importante e come utilizzarlo

Parklab STORIES: il nostro blog.

Utilizzare il linguaggio inclusivo in azienda significa riconoscere le differenze, dare valore a tutti e tutte, anche oltre il genere.

Vediamo insieme cosa si intente per linguaggio inclusivo, perchè è importante e come applicarlo in azienda.

Il linguaggio inclusivo: cosa è e perchè va utilizzato in azienda?

Un linguaggio è inclusivo quando non esclude o discrimina nessun individuo sulla base di parametri come sesso, identità di genere, disabilità, orientamento sessuale, età, etnia, aspetto fisico o stato sociale. 

Generalmente, il dibattito intorno al linguaggio inclusivo in azienda e nella vita di tutti i giorni si limita a una questione di femminile vs maschile.

Questo si deve al fatto che, in italiano, non esiste un genere davvero neutro, al contrario di lingue come l’inglese e il tedesco, che comunque presentano alcune problematicità. Storicamente, si è utilizzato il “maschile sovraesteso”, ovvero il maschile come neutro.

A questo proposito, è importante ricordare che l’Accademia della Crusca ha ufficialmente dato il via libera alla declinazione al femminile di cariche e professioni. La stessa si è espressa contro l’uso di “segni eterodossi” come asterisco e schwa in contesto giuridico, rispondendo a una richiesta della Corte di Cassazione. 

Però, appunto, questo parere si è limitato a sconsigliare l’uso di questi simboli nelle sentenze della Corte stessa, e non limita altri contesti, come quello aziendale o privato, che rispondono alle sensibilità di ognuno di noi.

La lingua, un organismo vivo

La lingua che parliamo è un organismo naturale, e come tale è in costante evoluzione in base all’uso che ne fa la sua comunità.

L’idea che le parole, la grammatica e le metafore che usiamo influenzino il modo in cui percepiamo la realtà è stato a lungo un punto di discussione per i linguisti e i filosofi.

Oggi, sappiamo che la cultura plasma il modo in cui parliamo e, di conseguenza, cambiano il modo in cui pensiamo e interpretiamo ciò che accade dentro e intorno a noi.

Cambiare il discorso può, di conseguenza, aiutarci a plasmare la nostra percezione della realtà.

Proprio per questo, è importante introdurre l’uso del linguaggio inclusivo in azienda, per contribuire al processo di standardizzazione e plasmare la società in cui viviamo.

Oltre il genere

Infatti, anche se spesso questa comunicazione viene ridotta a una questione di maschile/femminile, il discorso è molto più esteso.

Parlare di inclusione vuol dire anche parlare e prendere una posizione contro il razzismo, l’abilismo e molto altro, non solamente contro le discriminazioni di genere. 

Per questo, quando si stabiliscono le regole per l’uso del  linguaggio inclusivo in azienda devono essere considerate anche tutte le situazioni che, storicamente, sono state motivo di esclusione sociale, come la disabilità e la vulnerabilità.

Bisogna trovare soluzioni davvero inclusive, capaci di rappresentare ogni persona in azienda e farla sentire inclusa. Non si tratta di un compito facile, perché richiede il bilanciamento di molte sensibilità e necessità differenti.

Per esempio, secondo alcuni esperti l’uso dello schwa non è consigliato non per questioni di purezza della lingua, ma perché spesso incompatibile con gli screen reader, tecnologie utilizzate da chi ha una disabilità visiva per leggere siti web e altri tipi di contenuti.

Sempre, ovviamente, senza cadere nel paternalismo: parlare di inclusività, a volte, ci riporta a una visione della realtà dualistica, dove c’è il normale, che include, e l’anormale, che viene incluso. 

Come rendere inclusivo il linguaggio aziendale: alcuni consigli generali

Utilizzare il il linguaggio inclusivo in azienda permette di favorire un maggiore senso di appartenenza, che si traduce in un maggiore impegno e responsabilità da parte del personale, stimolando al tempo stesso un confronto genuino e positivo.

Inoltre, permette all’azienda di presentarsi come una vera alleata dei propri clienti, reali e potenziali, e di differenziarla rispetto alla concorrenza.

Anche se introdurre il linguaggio inclusivo in azienda richiede uno studio attento della situazione e non può essere ridotto a una lista di cose da fare o da non fare, esistono alcune accortezze che possono semplificare la sua adozione. 

Tra queste troviamo:  

  1. L’uso del femminile nella declinazione di posizioni di lavoro, soprattutto per quelle tradizionalmente più maschili o di rilievo. 
  2. Limitare l’uso di acronimi, difficilmente comprensibili a nuovi dipendenti e collaboratori saltuari, soprattutto se non esiste una chiara spiegazione del loro significato accessibile a tutti.
  3. Adottare le WCAG, ovvero le Linee Guida per l’Accessibilità della Web, nella creazione dei propri contenuti, per dare la possibilità a ogni usuario di accedere a questi. 
  4. Utilizzare un linguaggio semplice, con pochi tecnicismi e espressioni che possono rappresentare una barriera comunicativa difficile da superare, soprattutto se legate a una classe sociale o a una cultura specifica.  
  5. Prestare attenzione ai termini e alle espressioni utilizzate, evitando di usare quelle che fanno esplicito riferimento a etnie, malattie, disabilità o culture. 

Questi sono consigli di carattere generale, che vanno integrati all’interno di una politica aziendale più vasta, ovviamente. 

Oltre il linguaggio inclusivo: anche il mezzo conta

Nell’elenco precedente, abbiamo incluso anche l’adozione dell WCAG come pratica inclusiva.

Infatti, non serve a molto adottare un linguaggio inclusivo in azienda se poi chi deve sentirsi incluso non riesce ad accedere a informazioni e servizi aziendali.

Proprio per questo, è importante ricordare che anche il mezzo conta.

Integrare nella web aziendale strumenti per renderla compatibile con le tecnologie e le peculiarità di chi è affetto da alcune forme di disabilità è necessario, così come lo è l’uso di formati accessibili per le comunicazioni con i propri lavoratori e lavoratrici.

Per esempio, i PDF aziendali dovrebbero sempre essere accessibili, ovvero leggibili, comprensibili e utilizzabili da persone con disabilità in autonomia, attraverso tecnologie e strumenti assistivi. 

Rendere la propria comunicazione e il proprio linguaggio aziendale il più inclusivo possibile è un processo e una sfida, perchè riguarda un’infinità di contesti e applicazioni differenti, ma anche un’imperdibile opportunità di partecipare alla creazione di una società più giusta e inclusiva. 

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