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Employer Branding

By Marzo 13, 2022Aprile 18th, 2022Brand Identity, Social media, Strategy

Employer branding: quando la comunicazione passa (anche) dai dipendenti.

 

L’Employer Branding  è un ramo del marketing che, mediante i canali di comunicazione aziendali e i profili privati dei dipendenti, mira a rafforzare il branding aziendale e a promuovere l’azienda come luogo di lavoro positivo.

Si compone di attività e azioni programmate, pianificate e studiate, ma non solo.

L’Employer Branding  utilizza anche contenuti organici, attraverso i quali i dipendenti raccontano l’azienda sui social, da un punto di vista personale e in modo attivo e spontaneo.

Il principale vantaggio di questa strategia di marketing è quello di promuovere l’azienda agli occhi dei talenti, raccontandola come un luogo di lavoro positivo.

Però, i benefici dell’Employer Branding  non si limitano alla promozione della cultura aziendale, ma si estendono a cascata.

Un’azienda con dipendenti soddisfatti è anche capace di attirare acquirenti e clienti, sia nel B2B che nel B2C.

Avendo effetti positivi sul brand aziendale in generale, è importante incorporare l’Employer Branding nella strategia di comunicazione aziendale.

L’Employer Branding   va strutturato pensando al pubblico di destinazione, che è triplice: talenti e clienti, ma anche dipendenti, che sono al tempo stesso i destinatari e gli artefici della comunicazione!

Inoltre, l’Employer Branding  contribuisce a creare e accrescere il senso di appartenenza tra i lavoratori, potenziando la retention, e ad attirare talenti, riducendo i costi di assunzione e il tasso di turn-over interno dei dipendenti.

 

I canali più utilizzati dalle aziende per l’Employer Branding.

Anche se è possibile fare azioni di Employer Branding  su praticamente ogni tipo di canale, dalla televisione a Instagram, il canale preferito per le aziende nel B2B rimane LinkedIn.

Si tratta di un social utilizzato per ottenere informazioni su un’azienda da parte dei talenti, ma anche da potenziali clienti e buyer attuali.

Solo per fare qualche numero, da questo canale vengono generati l’80% dei leads da social nel B2B (contro il 13% di Twitter e il 7% di Facebook), con conversioni in media 3 volte maggiori.

Per questo, fare Employer Branding su LinkedIn è sicuramente una strategia social vincente per le aziende del B2B.

 

Fare Employer Branding su Linkedin nel B2B.

Per prima cosa, è importante stabilire a chi si deve rivolgere una strategia di Employer Branding su LinkedIn.

Infatti, su questo canale sono contemporaneamente presenti più target, tutti da tenere in considerazione.

Per prima cosa, i dipendenti dell’azienda e i suoi collaboratori, che si identificano sia con uno dei target di riferimento, sia come parte essenziale della strategia stessa, in quanto ambasciatori.

Inoltre, su LinkedIn sono presenti anche i nuovi talenti, i potenziali dipendenti, i buyer dei potenziali clienti e gli attuali clienti. 

Una buona strategia di Employer Branding si rivolge all’interno e all’esterno dell’azienda.

Per implementare la miglior strategia si possono utilizzare sia la pagina LinkedIn dell’azienda, sia i profili privati dei dipendenti.

Questi devono agire spontaneamente, in modo volontario, per dar vita a azioni davvero d’impatto!

Oggi, limitarsi a postare occasionalmente una foto di lavoratori sorridenti non basta più per distinguersi!

Non solo: è anche essenziale partire da una seria analisi dei Competitor, anche di quelli che, pur non operando nello stesso mercato, attirano e cercano le medesime figure professionali, così come della Employee Value Proposition dell’azienda e del clima e della cultura aziendale.

In particolare, le analisi della Employee Value Proposition e del clima aziendale devono tenere in considerazione elementi e fattori come la soddisfazione dei propri dipendenti in generale, ma anche in relazione all’ambiente di lavoro, alla leadership, ai colleghi, alla retribuzione e ad ogni altro fattore rilevante. Inoltre, serve anche chiedersi come risponde l’azienda alle necessità, alle aspettative e ai desideri dei collaboratori.

L’Employer Branding  è il riflesso della realtà dei dipendenti in azienda: per questo, è fondamentale capire come il dipendente vive e percepisce la sua esperienza aziendale!

 

Come utilizzare il profilo LinkedIn dei propri dipendenti per fare Employer Branding.

Nell’Employer Branding , i profili privati dei lavoratori e dei collaboratori sono il canale basilare di diffusione dei contenuti.

Per prima cosa, per utilizzare questo canale nel modo migliore, è necessario non forzare la partecipazione dei dipendenti, ma stimolarli a partecipare in modo volontario e spontaneo. Questo è possibile, per esempio, spiegando loro i vantaggi legati alla loro partecipazione, non solo per l’azienda.

Poi, è importante anche formare i dipendenti e allineare i loro profili con la strategia di comunicazione aziendale.

In qualità di ambasciatori, devono essere preparati e consapevoli, presentarsi come professionisti di spicco e con un profilo allineato a quello dell’azienda e dei colleghi, oltre che conforme ai migliori standard professionali.

  1. Allineare i profili significa fornire una stessa formattazione di base, soprattutto per quanto riguarda la foto profilo e il sommario, ma anche rispettare l’unicità di ogni singolo lavoratore.
  2. Tra gli elementi uniformanti, il logo aziendale è fondamentale e deve essere ben visibile!
  3. Inoltre, è importante verificare che ognuno dei dipendenti coinvolti indichi l’azienda nell’attuale esperienza di lavoro, specificando anche quale attività svolge e le caratteristiche fondamentali dell’impresa.

Anche se questi sono gli elementi più importanti, la strategia di Employer Branding  sui profili individuali di LinkedIn può e deve essere perfezionata anche con la compilazione del riepilogo, utile per illustrare il ruolo del dipendente, la sua esperienza e il suo percorso professionale, così come mostrando eventuali corsi di formazione e aggiornamento svolti grazie all’azienda.

Questi sono utili per mostrare ai possibili nuovi dipendenti che l’azienda è attenta alla formazione, all’aggiornamento e alla crescita professionale dei suoi collaboratori.

Va anche stimolata la pubblicazione di contenuti, per fare attività di Employee advocacy.

Per avere contenuti originali e organici ma, allo stesso tempo, curati e coerenti, è fondamentale educare i dipendenti.

Questi devono sapere quale è il miglior modo di interagire con la pagina Linkedin aziendale e di creare contenuti appropriati.

Può essere utile fornire loro un documento di best practices, dove viene illustrato come gestire la compilazione del profilo Linkedin, come e quando interagire con la pagina aziendale, come utilizzare il canale scelto per creare un buon network e come creare UGC (User Generated Content) di valore e allineati. Per esempio, l’uso di immagini, del logo, degli hashtag, delle parole adeguate, dei colori…

In questo modo, i lavoratori si trasformano in Ambassador aziendali, raccontando dal loro punto di vista la vita in azienda, i benefici della loro posizione e la cultura aziendale.

 

Come utilizzare la pagina LinkedIn aziendale per implementare la strategia di Employer Branding.

Una buona strategia di Employer Branding su Linkedin passa anche dalla pagina aziendale, non solo dai profili privati dei dipendenti.

Questa deve raccontare l’azienda, attraverso elementi come il tono di voce, i temi trattati e la formattazione, il contenuto e la tipologia dei post.

Questi ultimi devono essere pensati per coloro che, su LinkedIn, cercano opportunità di lavoro, ma anche per i clienti, attuali e potenziali.

 

L’Employer Branding in pratica: esempi di contenuti possibili.

I contenuti da postare in una strategia di Employer Branding devono raccontare l’azienda come luogo di lavoro.

Questo è possibile, per esempio, mostrando e raccontando:

  • Le modalità di lavoro interne, gli orari e la flessibilità di questi;
  • Gli eventi fuori dall’orario di lavoro, pensati per favorire l’aggregazione;
  • I corsi e altre iniziative di formazione;
  • Le iniziative aziendali pensate per favorire il welfare dei lavoratori e delle lavoratrici;
  • I volti dei dipendenti in azienda da più tempo, con la loro storia, così come i volti dei nuovi talenti appena entrati a far parte del team;
  • La crescita aziendale, i suoi cambi nel tempo e nello spazio;
  • Gli ambienti di lavoro, meglio se in piena attività!

Può anche essere utile la condivisione di contenuti postati da terzi, se raccontano il mondo del lavoro attraverso il punto di vista  aziendale.

 

Conclusioni

L’Employer Branding  è un ramo del marketing che coinvolge la gestione dei profili social dell’azienda e quelli dei propri dipendenti per promuovere una visione positiva di questa, generando effetti positivi sui lavoratori, attirando nuovi talenti e stimolando le vendite.

Si compone di attività e azioni studiate e pianificate sui profili social aziendali, soprattutto in merito al LinkedIn marketing, ma anche organiche, sfruttando per queste ultime la partecipazione volontaria dei lavoratori.

Non può prescindere da un’analisi approfondita della situazione dei lavoratori, dei loro sentimenti verso l’azienda e degli sforzi di questa per venire incontro a bisogni, desideri e aspettative.

Proprio per questo, l’Employer Branding  funziona al meglio quando i dipendenti esprimono online ciò che provano offline, e quando questi vengono formati a dovere, per creare contenuti organici, ma in linea con la strategia globale.

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