Insight2 maggio 20263 min di lettura
Figma non ha costruito una community intorno al suo prodotto. Ha costruito il prodotto insieme alla sua community. La differenza non è semantica: è strategica. E per chi fa marketing B2B in contesti tecnici, industriali o professionali, c’è molto da imparare.

Fare cose che non scalano è la base di qualsiasi crescita sostenibile nel B2B.
Il modello Figma: ascolto attivo, non ascolto performativo
La maggior parte delle aziende dice di ascoltare i propri clienti. Poche lo fanno in modo strutturato. Figma ha costruito un sistema in cui il feedback degli utenti entra direttamente nel ciclo di sviluppo del prodotto – e nella comunicazione che lo accompagna.
Yosub Kim, Director of Brand Marketing di Figma, descrive tre pilastri che guidano la presenza social dell’azienda: annunci di prodotto, community highlights e contenuto always-on – meme, riferimenti culturali, conversazioni quotidiane degli utenti. Non si tratta di presidiare i canali. Si tratta di abitarli.
Il CEO Dylan Field è attivo sui social in prima persona: risponde, chiede feedback, fa troubleshooting pubblico. Non è personal branding. È un segnale culturale preciso: il cliente conta, e lo dimostriamo con i comportamenti, non con le dichiarazioni.
C’è anche una storia emblematica: nei primi giorni di Figma, un cliente aveva un problema con il prodotto. Il team è salito in macchina e si è presentato fisicamente in ufficio per aiutarlo. Il Wi-Fi era giù – problema risolto. Ma il punto non è il problema tecnico. È la disposizione mentale: fare cose che non scalano, perché costruire fiducia uno a uno è la base di qualsiasi crescita sostenibile.
Cosa cambia per le aziende B2B
Nel B2B tecnico e industriale, la community viene spesso percepita come un lusso da startup o da software consumer. È un errore di prospettiva.
I tuoi clienti – ingegneri, responsabili acquisti, direttori tecnici – parlano già tra loro. Nei forum di settore, agli eventi fieristici, su LinkedIn. La domanda non è se esiste una community: è se la tua azienda ne fa parte o la subisce dall’esterno.
Il modello Figma suggerisce tre mosse concrete anche per contesti B2B:
- Chiudi il loop tra feedback e prodotto. Se un cliente segnala un problema o propone un miglioramento, comunicagli quando viene preso in carico. Non serve un sistema complesso: serve coerenza.
- Metti gli utenti al centro del contenuto. I case study, le applicazioni reali, i risultati ottenuti dai clienti sono il contenuto più credibile che puoi produrre. Non parlare del tuo prodotto: mostra cosa ci fanno le persone.
- Presidia i canali dove i tuoi clienti si confrontano. Per il B2B industriale e tecnologico, LinkedIn è il punto di partenza. Una strategia LinkedIn per aziende ben costruita non è solo distribuzione di contenuti: è ascolto, relazione, posizionamento.
Il social listening non è un’attività del team marketing. È un input per il prodotto, per il customer care, per la strategia commerciale. Figma lo gestisce in modo cross-funzionale: brand marketing, supporto clienti e product team lavorano sugli stessi dati.
Domande frequenti
Il community marketing funziona anche per aziende B2B con prodotti tecnici o di nicchia?
Sì, spesso funziona meglio. In mercati verticali e specializzati, la community è più densa e coesa. I clienti si conoscono, si confrontano, si fidano delle referenze tra pari. Un’azienda che entra in modo autentico in queste conversazioni ottiene visibilità e credibilità che la pubblicità tradizionale non riesce a costruire.
Come si misura il ritorno di una strategia di community marketing?
Non esiste un unico KPI. Si monitorano segnali come il tasso di retention dei clienti, il volume di referral spontanei, la qualità del feedback ricevuto, la partecipazione agli eventi o ai canali ufficiali. Nel tempo, una community attiva riduce il costo di acquisizione e aumenta il lifetime value del cliente.
Da dove si inizia se non si ha ancora una community strutturata?
Dal cliente più fedele che hai. Intervistalo, racconta la sua storia, condividila. Poi fai lo stesso con il secondo, e il terzo. La community non si lancia con un evento o una piattaforma: si costruisce conversazione per conversazione, con coerenza e continuità nel tempo.